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Uil Fpl: norma stabilizzazione precari ancora troppo limitante

di Redazione Roma

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Nella Legge di stabilità la possibilità di stabilizzare i precari assunti nel corso dell’emergenza Covid-19 è, tutt’ora, circoscritta. Questo il pensiero del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, convinto che il modello degli eroi “usa e getta” non è ciò che meritano i lavoratori del comparto sanitario.

Norma stabilizzazione precari esclude troppi professionisti

Una norma, quella per la stabilizzazione dei precari del comparto sanitario all’interno della Legge di Bilancio, tutt’ora troppo limitante, che di fatto esclude la stragrande maggioranza dei professionisti che si sono distinti nei momenti più duri della pandemia. Parole del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, pronunciate a ridosso dall’incontro – previsto nella giornata di oggi – con l’Aran nell’ambito del prosieguo del negoziato sul Ccnl Sanità Pubblica 2019/2021.

Quindi il sindacalista entra nello specifico: Nei fatti, l’articolo 92 – Proroga dei rapporti di lavoro flessibile e stabilizzazione del personale del ruolo sanitario – pur portando da 36 a 18 mesi il requisito per la stabilizzazione precari assunti durante l’emergenza (di cui 6 mesi necessariamente lavorati nel periodo gennaio 2020/giugno 2022), permette la stabilizzazione solo per quei lavoratori a tempo determinato che hanno avuto con gli enti del Servizio Sanitario Nazionale una relazione di lavoro di natura subordinata. E anche sui 18 mesi indicati il sindacalista è perplesso (non si potranno mai raggiungere i 18 mesi di lavoro previsti entro il 30 giugno 2022, dato che il loro reclutamento in misura massiccia è avvenuto in data successiva a quella del primo gennaio 2021).

Nella giornata del nuovo incontro tra le parti per il rinnovo Ccnl del personale comparto sanità relativo al triennio 2019/2021, arriva la critica di Librandi, poiché di contro – tutti quei professionisti che sono stati reclutati con forme contrattuali di lavoro flessibile, mappati, regione per regione, da un’analisi condotta da Fiaso con il supporto di Sda Bocconi e basilari come primo fronte di contrasto al Covid-19 nel periodo più critico – sono stati in tutto e per tutto ignorati, perfino nell’opportunità di vedere prorogato il loro contratto di lavoro.

E, ancora, non considerando il fatto che, sempre in tale norma, non viene previsto un reclutamento speciale di questi lavoratori. Piuttosto si indicano i limiti dei Piani di fabbisogno triennali del personale, senza prevedere la necessità di adeguarli a tale obiettivo, quale unica strada per la stabilizzazione, determinando così anche l’incipit di una classica “guerra tra poveri” con gli idonei delle graduatorie.

Quindi Librandi tiene a precisare che la Uil Fpl si è attivata ed ha evidenziato con forza, al governo, la necessità di portare alla data del 31 dicembre 2022 il limite entro il quale raggiungere il requisito dei 18 mesi per la stabilizzazione prevista dall’articolo 92 e al 31 dicembre 2024 – dunque a distanza di 24 mesi – il limite per la stabilizzazione previsto dalla Legge Madia. Ampliando la platea dei possibili beneficiari della stabilizzazione, includendo tutti i profili e le forme contrattuali di lavoro utilizzati durante questa fase emergenziale.

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