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Fnopi: sì alla terza dose di vaccino per i sanitari

di Redazione Roma

La presidente Mangiacavalli plaude all’ordine del giorno presentato dal vice presidente della Camera e presidente della Fofi, Mandelli. Gli infermieri, vaccinati nei primi mesi del 2021, stanno assistendo a un aumento esponenziale dei contagi che in un solo mese, da ottobre a novembre, sono più che raddoppiati con un incremento di oltre il 130%, spiega la numero uno della Fnopi.

Terza dose obbligatoria per i sanitari, il consenso della Fnopi

Terza dose di vaccino anti Covid-19 obbligatoria per preservare gli operatori del comparto sanitario. Con il totale consenso della Fnopi, la richiesta rappresenta un ordine del giorno presentato alla Camera (primo firmatario il deputato Andrea Mandelli che, oltre a essere vice presidente della Camera, dal 2009 è presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani).

Ecco il suo tweet: Forza Italia per prima ha sostenuto l’obbligo vaccinale per i sanitari. Se il governo dovesse estenderlo anche per la terza dose, ci troverebbe perciò favorevoli. Mettere in sicurezza chi è in prima linea nella lotta al Covid è fondamentale per tutelare la salute di tutti. Un messaggio, questo, sotto il quale c’è stato più di un commento negativo: da quando i nodi verranno al pettine mi auguro che tutti quelli danneggiati dal vaccino vi denuncino uno per uno ad attenti, state tirando troppo la corda fino al ben più sintetico vergognatevi. Tutto ciò, inevitabilmente, andando anche contro i numeri.

Gli infermieri stanno assistendo a un aumento esponenziale dei contagi che nell’arco di un solo mese, da ottobre a novembre, sono più che raddoppiati.

Fnopi: infermieri contagiati, incremento oltre il 130% in un mese

Illustra Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi: Gli infermieri, vaccinati nei primi mesi dell’anno, stanno assistendo a un aumento esponenziale dei contagi che nell’arco di un solo mese, da ottobre a novembre, sono più che raddoppiati con un incremento di oltre il 130%, portando il totale degli infermieri infetti da inizio pandemia a oltre 121mila (dopo il valore più basso di 219 infetti a metà luglio, si è passati ai 1.403 del 17 ottobre e ai 3.088 del 17 novembre).

Riprende: Sappiamo dall’Istituto Superiore di Sanità che dopo i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età. In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi, sempre rispetto ai non vaccinati.

In merito al provvedimento che obbliga i sanitari alla somministrazione anche della terza dose vaccinale, va detto che la proposta è già stata avanzata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, durante cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione dei partiti di maggioranza che si è svolta all’inizio di novembre. A evidenziare l’urgenza della misura è stato anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti. L’obbligo – ha affermato – è chiaro spingerebbe a vaccinarsi con la terza dose subito allo scadere di 6 mesi.

Sull’efficacia della terza dose, la presidente Mangiacavalli ricorda che dal vaccino in poi le morti di chi è da sempre in prima linea sono cessate come si sono ridotti i casi più gravi, quasi del tutto inesistenti. Tuttavia, anche se in forma lieve e perfino asintomatica, far infettare un infermiere significa mettere a rischio anche tutti gli assistiti di cui questo si prende cura e indebolire gli organici già ridotti all’osso. In conclusione, bene, quindi, la richiesta di obbligatorietà già dopo sei mesi dalla seconda dose per chi assiste: rappresenta una garanzia di tutela della salute della collettività.

Giornalista

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