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oncologia

Studio Eurocare-6, vivere con e oltre il cancro

di Monica Vaccaretti

Il tumore colpisce sempre più giovani in tutto il mondo e la causa non è ancora chiaramente nota. Negli ultimi 20 anni si è registrato un significativo aumento globale dei casi gravi, soprattutto negli under 50, come segnalato dal British Medical Journal Oncology. L'allarme è lanciato anche dalla Fondazione Aiom, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica, che in un recente report sul fenomeno sottolinea come la tendenza riguardi non soltanto i tumori del colon retto, della mammella e della prostata ma anche quello del pancreas e del polmone.

In aumento le persone che vivono con un tumore in Europa

chemioterapia

Dalla ricerca è emerso che dal 2010 al 2020 il numero di casi di tumore è aumentato del 41%, mediamente del 3,5% ogni anno.

Gli esperti ritengono che stili di vita scorretti diffusi nella popolazione giovanile (fumo di sigaretta, alcol, sedentarietà, dieta scorretta) stiano contribuendo ad aumentare l'incidenza e che il responsabile eziologico sia qualcosa da ricercare nel cibo, nei farmaci, nell'ambiente o qualcosa che non è stato ancora identificato, come una nuova tossina.

Anche se i tumori continuano a colpire molto più spesso gli anziani e il tasso di mortalità tra gli over 65 sia minore rispetto a trent’anni fa - grazie alla riduzione del fumo, a cure più efficaci e agli screening per la diagnosi precoce – i ricercatori esprimono preoccupazione per questo trend nelle generazioni più giovani perché essi ricevono spesso la diagnosi in fase avanzata e hanno pertanto minori possibilità di sopravvivere.

Un recente studio sulla popolazione ha altresì dimostrato che sono in aumento le persone in Europa che vivono con e oltre un tumore. Sono i sopravvissuti al cancro, persone con esigenze di salute diverse a seconda della prognosi e del tempo trascorso dalla diagnosi.

Il dato, che emerge dai risultati dello studio epidemiologico Eurocare-6 pubblicato il 31 gennaio sulla rivista Lancet Oncology, indica che una quota molto significativa della popolazione è o è stata interessata dall'esperienza del cancro, estesa anche a familiari e caregiver e che questa quota è destinata ad aumentare nei prossimi anni a causa dell'invecchiamento demografico.

Lo studio, finanziato dalla Commissione Europea e da 24 Paesi, ha coinvolto 61 registri tumori europei e 29 paesi. Ha analizzato oltre 19 milioni di casi oncologici e 32 tumori maligni (definiti dalla Classificazione internazionale delle malattie oncologiche), raccogliendo dati di incidenza e follow-up relativi a pazienti diagnosticati dal 1978 e seguiti fino al 2013.

Ha evidenziato quindi che all'inizio del 2020 il 5% della popolazione aveva avuto nel corso della vita una diagnosi di tumore, recente o passata, per un totale complessivo di 23,7 milioni di persone, di cui il 16% era al di sotto dei 55 anni di età. Tali stime si riferiscono a persone ancora in terapia, persone sotto sorveglianza per la prevenzione di eventuali recidive e persone guarite dal tumore che non necessitano di ulteriori cure e controlli.

Risulta che il 43% dei casi femminili aveva avuto una precedente diagnosi di tumore alla mammella (5,5 milioni) e il 37% di quelli maschili un tumore della prostata (4 milioni). In entrambi i generi i tumori colorettali sono risultati la seconda causa di diagnosi più comune, maggiormente negli uomini.

Dalla ricerca è emerso che dal 2010 al 2020 il numero di casi di tumore è aumentato del 41%, mediamente del 3,5% ogni anno, passando da 16,8 milioni a 23,7 milioni, con un incremento più marcato per gli uomini a causa della diversa composizione dei tumori che interessano i due sessi. Lo studio ha inoltre stimato il numero dei sopravvissuti a lungo o lunghissimo termine, stimando che nel 2020 circa il 95% delle persone fossero vive più di 5 anni dopo la diagnosi. Emerge che complessivamente il 38% di tutti i casi in Europa al 2020 erano sopravvissuti da più di 10 anni dalla diagnosi, il 44% delle donne e il 32% degli uomini.

Lo studio ha inoltre rilevato importanti differenze tra i 29 paesi partecipanti. I casi di tumori maligni si registrano soprattutto in Germania, Italia, Belgio e Francia mentre sono minimi in Bulgaria, Polonia e Slovacchia. Le differenze maggiori interessano quei tipi di tumori caratterizzati da una incidenza ad alta variabilità geografica, come il melanoma della pelle.

Gli autori dello studio sottolineano inoltre che le stime di prevalenza sui guariti dal cancro possono essere utili per sviluppare linee guida sul follow up, prevenire secondi tumori o sequele tardive nonché migliorare l'assistenza lungo tutto il percorso della malattia. I risultati dello studio possono supportare politiche basate sull'evidenza per migliorare la qualità della vita, la cura e la riabilitazione dei pazienti.

La prevalenza per durata di malattia consente invece di quantificare il target verso cui rivolgere politiche mirate a mitigare le conseguenze socio-economiche della malattia, come la discriminazione lavorativa e finanziaria che la legislazione sul diritto all'oblio dei pazienti guariti, che in Italia è stata approvata il 5 dicembre 2023 (Decreto Legge 849), intende risolvere.

Infermiere

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